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07 feb 2019

Essere smart significa automaticamente essere più sicuro?

Industrie 4.0 eserciterà un effetto importante sull'"automazione sicura". Nel momento in cui i processi produttivi diventano più flessibili e parti di macchine e impianti maggiormente autonomi, anche la sicurezza ha l'esigenza di essere riconsiderata da un nuovo punto di vista.

Con Industrie 4.0 i processi di produzione modulari e quelli flessibili vanno di pari passo con relative conseguenze su quella che è definita "automazione sicura". In qualità di membro attivo della "technology initiative" nota col nome di "SmartFactoryKL", Pilz collabora, all'interno di un network di partner di settore e enti di ricerca organizzati in diversi gruppi di lavoro, a concept, norme e standard, soluzioni che costituiscono la base per una tecnologia dell'automazione altamente flessibile.

Il gruppo di lavoro 1 "Infrastruttura smart" si occupa di un concept di sicurezza dinamico per una certificazione semplificata, parzialmente o totalmente automatizzata, che viene testata nell'impianto Industria 4.0 di Smart Factory KL. Il progetto si fonda su un protocollo di comunicazione Ethernet industriale. L'impianto nel suo complesso è costituito da 4 linee di produzione separate spazialmente le une dalle altre, collegate tra loro con l'ausilio di un sistema di trasporto senza conducente denominato "Robotino". Se si attiva il pulsante di arresto di emergenza PITestop active di Pilz quando il "Robotino" si sta muovendo liberamente tra i moduli, viene arrestato esclusivamente il "Robotino". Nel caso in cui quest'ultimo sia agganciato alla linea di produzione, il pulsante di arresto di emergenza blocca la linea collegata. Le altre linee possono proseguire con l'attività di produzione. In questo modo si riducono notevolmente le perdite di produzione. Il pulsante di arresto di emergenza ha potuto essere parametrizzato per la prima volta in modo flessibile sulle singole linee di produzione e non più sull'intero impianto.

Inoltre deve anche essere possibile sostituire i singoli moduli durante il funzionamento senza influire in modo degno di nota sulla produzione. A ogni trasformazione/ristrutturazione di una linea di produzione è possibile si generino nuove dipendenze nella interfacce tra i moduli di sicurezza dell'impianto. È per questa ragione che l'impianto deve essere riconsiderato nella sua totalità dal punto di vista della tecnologia di sicurezza. La semplice trasferibilità non ha quindi valore alcuno: Modulo1 CE + Modulo2 CE = Intera macchina CE!

Le soluzioni "smart" o intelligenti non sono dunque automaticamente più sicure ma richiedono piuttosto una nuovo modo di vedere e considerare la soluzione di sicurezza. La condizione ottimale sarebbe potere implementare una procedura di certificazione semplificata, parzialmente o completamente automatizzata in caso di ampliamento o integrazione degli impianti. A tale scopo, il gruppo di lavoro si sta occupando di una soluzione in cui viene testato dal punto di vista automatico se l'implementazione di due o più moduli renda necessario riconsiderare nuovamente l'aspetto della Safety.

Qualora foste interessati ad approfondire questa tematica, si raccomanda la lettura del whitepaper "Safety an modularen Maschinen" (La "safety" nelle macchine modulari) edito da Smart Factory KL, alla cui stesura ha collaborato attivamente anche Pilz.

Di sicuro interesse è anche il whitepaper Pilz sul tema Industrie 4.0.

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